Tra Umbria e Toscana, nelle colline che abbracciano il Lago Trasimeno e il Lago di Chiusi, nel comune di Castiglione del Lago, nasce Madrevite. Tre generazioni di produttori di vino che si tramandano l'immutato e profondo legame tra l'uomo e la natura. Madrevite viene fondata nel 2003, quando Nicola inizia a restaurare l'azienda di famiglia e decide di reimpiantare parte dei vecchi vigneti del nonno Zino, risalenti al 1978. Prende così il via il Suo nuovo progetto: "Le mie radici culturali sono tenacemente aggrappate alla terra: sono vignaiolo da sempre. Nella mia famiglia la tradizione viti vinico la racconta una storia senza tempo che parla di saggezza, costanza, collaborazione, scrupolosità e fiducia (perché non sempre il raccolto corrisponde alle aspettative e questo un contadino lo sa bene). Io, con il nuovo millennio, ho voluto scrivere un altro capitolo di questa storia, facendo tesoro del bagaglio di conoscenze che mi sono state trasmesse. Siamo agricoltori per esperienza, dedizione e missione." L'azienda, come quasi tutte le proprietà contadine di una volta, nasce come agricoltura di sostentamento; per questo motivo incorpora non solo terreni vitati, ma anche oliveti e terreni seminativi per la produzione di cereali e legumi. "Essere un'azienda biologica, oggi per me significa fare un atto d'amore, credere in un approccio etico e sostenibile, per noi e per chi verrà dopo di noi". Ad oggi Madrevite è composta da circa 60 ettari di terreno - di cui 11 vitati - che si estendono su tre diverse colline del Trasimeno: "È il territorio nel quale sono nato e che voglio continuare a valorizzare"Come in un dipinto di Renoir le lussureggianti colline punteggiate da boschi, oliveti e vigneti circondano il lago Trasimeno e digradano dolcemente verso lo specchio d'acqua che ne riflette l'immagine. In quelle acque, come narra la leggenda, la ninfa Agilla continua a cercare il suo sposo perduto, il principe etrusco Trasimeno, figlio del Dio Tirreno. La viticoltura di questo territorio, come attestano i numerosi reperti archeologici, ha origini antiche, risalenti al periodo etrusco e romano. Plinio il Vecchio la descrive come un'area particolarmente vocata alla coltivazione della vite ed in grado di dare vini eccellenti.Gli inverni sono miti, le estati calde e ventilate e le buone escursioni termiche tra il giorno e la notte assicurano freschezza e longevità al vino. Il suolo è caratterizzato da sedimenti di colamento lacustre e fluvio-lacustre pleistocenici, costituiti da sabbie e argille con lenti e livelli ciottolosi. I terreni argillosi, prevalenti rispetto a quelli dalla trama più grossolana, sono in grado di imprimere grassezza e lunghezza ai vini prodotti. I vigneti hanno in media vent'anni e sono situati ad un'altitudine che va dai 280 ai 350 metri s.l.m.